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Caprigliola
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mwfgCaprigliola (pronuncia: Caprìgliola) è una frazione di mwfwAulla in mwgaprovincia di Massa-Carrara, in mwgqToscana.
Contents
• Clima
• Storia
• Economia
• Cultura
• Note
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Geografia fisica
Territorio
La frazione è situata in mwhgLunigiana su un colle di roccia mwhwarenaria a mwia164 m s.l.m., all’estremità occidentale delle mwiqAlpi Apuane. Il borgo si trova sulla sponda sinistra del fiume mwigMagra e confina con il comune ligure di mwiwSanto Stefano mwjadi Magra, nei pressi di mwjqAlbiano Magra.cite-ref-0-2-0[2]
Il colle su cui sorge il paese è caratterizzato da un versante settentrionale particolarmente scosceso, ai cui piedi scorre un torrente localmente chiamato mwkwr' canalo o “valle dei mulini”. Lungo le sue sponde si trovano i resti di numerosi mwlamulini ad acqua, un tempo impiegati per la macinazione di grano e castagne, rimasti in funzione fino ai primi anni 1970. Il versante meridionale, più dolce, ospita invece campi coltivati, mwlqvigneti e mwlguliveti, ed è attraversato da un altro corso d’acqua che separa il colle di Caprigliola da quello della Costa Lavacchia.cite-ref-0-2-1[2]
Alle spalle del borgo si eleva il Monte Grosso (mwna667 m s.l.m.), un tempo sede di pascoli e boschi appartenenti a famiglie caprigliolesi. Le località comprese nella parrocchia di Caprigliola e nella relativa circoscrizione amministrativa includono il Santuario della Madonna del Ponte, Isola, Bettola, Canal del Ri, la Costa Lavacchia e Chiamici.
Collegamenti
Caprigliola è raggiungibile dal casello autostradale di mwnwAulla, lungo l’mwoaautostrada A15, percorrendo la mwoqStrada Statale 62 della Cisa in direzione mwogSanto Stefano mwowdi Magra, oppure dal casello di La Spezia-Santo Stefano Magra in direzione Aulla.cite-ref-0-2-2[2] La principale via di accesso al borgo è la Via Nuova, che si dirama dalla statale presso la località Bettola. Un’altra strada collega il paese con l’abitato di mwqaPonzano Superiore.
Clima
Il clima è di tipo mwqwtemperato mwramediterraneo-tirrenico, caratterizzato da inverni miti, estati calde e moderatamente umide, e stagioni intermedie generalmente piovose.
L’influenza del vicino mwrgGolfo di La Spezia mitiga le temperature e riduce fenomeni come nebbie e brinate, frequenti invece nella media e alta mwrwvalle del Magra. Una peculiarità climatica locale è rappresentata dal mwsavento del portelo, una mwsqtramontana che, incanalandosi nella stretta valle a nord dell’abitato, soffia con maggiore intensità rispetto al resto del territorio comunale.
Storia
Le prime attestazioni del mwtatoponimo mwtqCastrum Caprigliola risalgono al mwtgXII secolo. Nel 1185 l’imperatore mwtwFederico I concesse Caprigliola in feudo al mwuavescovo di Luni, Pietro IV. In quel periodo il borgo risultava già fortificato e utilizzato come residenza estiva dei vescovi lunensi.cite-ref-0-2-3[2]
Il complesso vescovile, situato nella parte sommitale del colle su cui sorge la frazione, è oggi affiancato dalla chiesa di mwvgSan Nicolò, edificata nel mwvwXVIII secolo. La costruzione dell’edificio religioso, di notevoli dimensioni, probabilmente inglobò parte del primitivo nucleo fortificato medievale.cite-ref-1-3-0[3]
Nel 1401 Caprigliola, insieme ad Albiano Magra e Stadano, entrò a far parte dei domini della mwxqRepubblica di Firenze. Successivamente, nel 1556, per disposizione di mwxgCosimo I de' Medici, il borgo fu dotato di nuove mura difensive, testimonianza dell’importanza strategica che rivestiva nell’area della Lunigiana.cite-ref-1-3-1[3]
Il patrimonio artistico e architettonico comprende, oltre alla chiesa di San Nicolò, le mura medicee ben conservate, stemmi marmorei, una maestà in mwzamarmo di Carrara e diversi portali decorati. Con l’mwzqUnità d’Italia, Caprigliola fece parte del comune di mwzgAlbiano fino al 1870, anno della sua soppressione e dell’annessione al comune di Aulla.cite-ref-4[4]
Durante la mwbaseconda guerra mondiale, la zona fu inoltre interessata da attività mwbqpartigiane.
Economia
Il territorio circostante è caratterizzato da coltivazioni di mwcaolivo e mwcqvite, dalle quali si ottengono prodotti di qualità riconosciuti a livello nazionale. L’area rientra nella zona di produzione a mwcgdenominazione di origine controllata (DOC) dei mwcwColli di Luni, riconosciuta ufficialmente nel 1947.cite-ref-0-2-4[2]
Cultura
Dialetto caprigliolese
Dal punto di vista linguistico, la Lunigiana può essere suddivisa in cinque principali aree dialettali:
• mwgqAlta Lunigiana (mwggPontremoli e mwgwZeri)
• mwjwLunigiana di transizione a levante (mwkaCastelnuovo Magra, mwkqOrtonovo)
Nell’Alta Lunigiana prevalgono mwmatratti emiliani, sebbene nello mwmqzerasco siano presenti elementi di mwmgorigine ligure, dovuti alla prossimità con la mwmwVal di Vara. Nella Media e Bassa Lunigiana, invece, i dialetti locali presentano una maggiore complessità, caratterizzata dalla commistione di elementi emiliani, liguri e toscani. Nella Lunigiana di transizione a levante tali influenze si fondono ulteriormente, dando origine al dialetto carrarino-massese, che combina tratti emiliani con la mwnaparlata cacuminale tipica dell’area mwnqcarrarese.
Nella Lunigiana di transizione a ponente, situata oltre il fiume Magra, la parlata assume caratteristiche più marcatamente liguri, riconducibili alla varietà spezzina.
Il dialetto di Caprigliola si colloca nell’area di transizione tra la Media e la Bassa Lunigiana. Esso presenta caratteristiche in gran parte affini al dialetto sarzanese, con alcune influenze minori provenienti dall’area aullese. Le differenze rispetto ai centri vicini riguardano soprattutto l’accentazione, alcuni vocaboli e specifiche variazioni fonetico-fonologiche, ma nel complesso la parlata locale risulta abbastanza omogenea rispetto al contesto linguistico lunigianese.
In termini più specifici, il dialetto caprigliolese rappresenta un'ibridazione, risultato dell’interazione tra componenti emiliane, liguri e toscane. L’mwoqinfluenza toscana si manifesta principalmente sul piano lessicale, filtrata attraverso la vicina area mwogapuana.
Monumenti e luoghi d'interesse
Torre rotonda
Tra le architetture più rappresentative della Lunigiana figurano le mwqgtorri di avvistamento, diffuse negli insediamenti medievali tra l’XI e il mwqwXV secolo. A Caprigliola si conserva uno degli esempi più significativi di mwratorre a pianta circolare, tipologia rara nel territorio, costruita in pietra arenaria locale.
La torre, alta circa 29 metri, si erge al centro del borgo e poggia su una base rettangolare scavata nella roccia. L’accesso originario, posto a circa sette metri d’altezza, era probabilmente raggiungibile tramite una scala o un mwrgballatoio ligneo. Nel mwrwXVIII secolo fu ristrutturata e dotata di mwsacella campanaria in concomitanza con la trasformazione del palazzo vescovile nell’attuale chiesa di San Niccolò.cite-ref-5[5]
Il coronamento ad mwtgarchetti pensili la distingue nel panorama architettonico lunigianese; per analogia con la torre del mwtwcastello di Lerici, la sua costruzione è databile alla prima metà del mwuaXIII secolo. La torre, di proprietà della Curia vescovile, non è aperta al pubblico ma può essere visitata su richiesta.
Il cassero di Enrico da Fucecchio
Enrico da Fucecchio († ca. 1279), ultimo dei vescovi-conti di Luni, restaurò il potere temporale della diocesi e promosse numerosi interventi edilizi nei suoi possedimenti, tra cui Caprigliola. A lui si deve l’ampliamento del borgo, con la costruzione di nuove abitazioni, una possibile nuova mwvwcinta muraria e un mwwacassero tuttora esistente, situato sul versante orientale e collegato al nucleo principale da un mwwqcamminamento.
Il cassero, destinato a ospitare una mwwwguarnigione e a proteggere il nuovo abitato, è una torre rettangolare in pietra arenaria di 5,45 × 8,18 m e circa 14 m d’altezza. La sua struttura è analoga alla “mwxaTurris magna” di mwxqCastelnuovo Magra, edificata anch’essa per volontà del vescovo Enrico, sebbene di dimensioni minori. Secondo alcune ipotesi, la torre potrebbe essere stata progettata in origine con un’altezza maggiore o parzialmente abbassata in epoca rinascimentale durante i lavori di fortificazione mwxgmedicei.
L’interno si articola in tre ambienti: uno al piano terra coperto da mwyavolta a botte, accessibile tramite mwyqbotola interna e da una porta aperta successivamente, e due vani superiori un tempo separati da solai lignei oggi scomparsi.
Chiesa di San Nicolò ex palazzo vescovile
Il primo documento che menziona Caprigliola risale al 29 luglio 1185, quando l’imperatore mw0aFederico Barbarossa ne confermò il possesso ai vescovi-conti di Luni, citando il “mw0qCastrum de Capriliola cum curte et pertinentiis et piscatione”. Tale riferimento indica che a quella data il mw0gborgo era già sviluppato, comprendendo la torre, il cassero vescovile e un nucleo di abitazioni nel borgo soprano. La fondazione dell’insediamento è quindi da collocare tra il IX e il X secolo, con un primo fortilizio eretto sulla sommità del colle, attorno al quale sorsero progressivamente le abitazioni, secondo una tipica configurazione altomedievale.cite-ref-1-3-2[3]
Nel XIII secolo un documento del vescovo Guglielmo menziona esplicitamente il palazzo vescovile come residenza estiva. Tracce architettoniche di questa struttura sono ancora visibili nella parete orientale dell’attuale chiesa parrocchiale di San Nicolò, dove si notano resti di aperture e finestre che attestano il collegamento originario con la mw2atorre cilindrica. Parte dell’antico edificio fu successivamente smantellata per ricavarne materiale da costruzione e un passaggio verso la piazza della chiesa.
L’attuale chiesa, edificata a partire dal mw2gXVII secolocite-ref-6[6], sostituisce dunque l’antico palazzo vescovile. L’interno, di gusto mw3wtardo barocco, presenta un’mw4aunica navata coperta da mw4qvolta a botte, due mw4gtransetti e un’mw4wabside semicircolare; l’esterno, di forme semplici, è caratterizzato solo da un portale in marmo finemente decorato.
Residenti illustri
L'anarchico italiano mw5gPasquale Binazzi fu costretto a risiedere a Caprigliola negli anni '20.
L'anarchico italiano mw6aLuigi Galleani fu rilasciato dal carcere e mandato in pensione sotto sorveglianza a Caprigliola nel 1930, dove morì l'anno successivo.
La pittrice e incisore inglese Catherine May Ensor (1914-2003), figlia di mw7wRobert Ensor, visse a Caprigliola tra il 1970 e il 1997, dopo essersi trasferita lì da mw8aManarola. Molte delle sue opere paesaggistiche raffiguravano vedute di Caprigliola o viste da Caprigliola.
Dal 1979 Ensor organizzò ogni anno una mostra nel paese durante la Festa della Madonna del Buon Consiglio a settembre. La sua ultima mostra fu Omaggio a Catherine Ensor, tenutasi al Salone Parrocchiale dal 24 aprile al 5 maggio 1996.
Note
cite-note-11. Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, mw-aDizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p.mw-q 100.
cite-note-0-22. ↑ mwaqulunigianaworld, mwaqymwaqcBorgo di Caprigliola, su mwaqgLunigiana World, 3 marzo 2022. mwaqkURL consultato il 6 novembre 2025.
cite-note-1-33. ↑ mwarecarraraonline.com, mwarimwarmCaprigliola, su mwarqcarraraonline.com. mwaruURL consultato il 6 novembre 2025.
cite-note-44. ↑ citerefRegio decretomwark mwaro1 settembre 1870, n. 5863
cite-note-55. ↑ mwar4Paolo Bissoli, mwar8mwasaPaesi di Lunigiana, Caprigliola, su mwaseIl Corriere Apuano, 8 ottobre 2020. mwasiURL consultato il 6 novembre 2025.
Voci correlate
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